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Ricciotti
Neo Zotico Inferiore


Diario


23 novembre 2017

Escursione autunnale

Qualche giorno fa, mi sono presa una giornata di ferie
e me ne sono andato a Barbarano Romano; luogo che
ricordavo bene.
E' stata una splendida giornata di autunno; il viaggio con
il bus del Cotral - sostitutivo del sospeso treno - un poco
lunghetto; ci ha messo quasi due ore, con partenza alle
8 e qualcosa di mattina, mi ha lasciato al paese.
Non mi è stato possibile arrivare al Parco Marturanum;
almeno non ho rischiato di lasciarci le penne, perdendomi
nella selva per l'ennesima volta.

Il paesotto è caruccio; sereno e piacevole.

Il bus di ritorno era per le 14:20 e quindi ho potuto passarci
alcune ore. Una bella passeggiata per il borgo, mezza pagnotta,
olive, formaggio, prosciutto ed una bottiglia di vino rosso locale,
comprati dai villici...
Ed un bel paio di gatti cicciotti locali a farmi compagnia.

Una egregia fuga.

La prossima volta scapperò a Caprarola, Caprarota o Norma;
debbo ancora decidere.


Alf




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21 novembre 2017

Vox populi

Vai ad escludere mascalzoni e mignotte dalla tua vita; provaci.
Ma è impossibile. se non dandosi all'eremitaggio.
In alcuni casi - però - il cortocircuito fra queste estese
e preponderanti categorie della specie umana, crea
motivi di ghigno.

Oggi, in una azienda di servizi del circondario, doveva essere
giorno di selezione del personale; ho ascoltato questo
commento da un capannello di farabutti che ho incrociati:

"Guarda là; che bella profusione di minigonne, oggi! ;
ma escono tutte con le ginocchia arrossate ...".


Alf




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20 novembre 2017

Stato, coperte e biscotti

Si; io li capisco i compagni di Radio Onda Rossa che
mi dicono:"Alfredo, tu lo fai con buon cuore; ma non
serve portare coperte e biscotti ai vagabondi. E' lo
Stato che deve intervenire e dare loro una casa,
un lavoro, una educazione degna per i loro figli.
Una Sanità gratuita ed efficiente ...".

E' vero - rispondo loro - ma nel frattempo?
Questo vostro Stato, non farà mai nulla; e voi
suggerite che - a chi sta affogando - bisogna
insegnare a nuotare, piuttosto che salvarlo.

Io - intanto - mi sto dando da fare secondo le
mie capacità e forze; voi aspettate pure
l'intervento di questo vostro Stato al quale
delegate la vostra colpevole inerzia.


Alf




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19 novembre 2017

Famiglia

Forse, prima di morire, ce la farò.

Andrò da mio fratello in Arabia ed insieme
partiremo per la Namibia; da nostra sorella.
Eppoi con i nostri cugini ed altri fratelli e
sorelle raccolti lungo la via, arriveremo dai
consanguinei in Nepal, Cina e Mongolia.
Qui attenderemo l'arrivo dei parenti da iSvezia,
Islanda, Canada e Danimarca; e da altri
migliaia di luoghi. Gli Australiani ci metteranno
di più; sempre in ritardo, loro. Ma dal Sud America
- come sempre - saranno con amore accolti,

Ed infine tutti raccolti nel Grande Prato dei Fiori,
ci evolveremo; ed ogni lato oscuro, dissolto.
E Gaia ci accoglierà nel suo grembo.

Alf




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18 novembre 2017

Bicipiti e deltoidi in azione

Mi sono scaricati 72 ciocchi di castagno, 3 quintali
di legna; ordinati e ben sistemati nella altrui legnaia.
Lei mi ha offerto un robusto piatto di pasta, formaggio,
un paio di bicchieri di vino rosso.
Ed un bacio.

Ora sono a casa, in sospeso per un paio di ore.
Poscia acchiapperò Ettore e Pepetito e mi metterò
a dormire.
Al risveglio mi aspetto grandi dolori muscolari, però.
Va bene così; sono felice.

Ma.

Sono soltanto le 22:34 - fuso orario di Roma (GMT+1) -
e già sono tutto rotto, gonfio e dolorante.
Povero me: Solo e, da due gatti neri, deriso e
spernacchiato.

Alf





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18 novembre 2017

Sull'inutilità dei rapporti

Con i vari linguaggi e le loro parole, gli umani comunicano.
Nessun altro essere vivente, comprende.

Ed i pensieri umani - se non espressi in tali criptici linguaggi -
restano patrimonio dell'individuo.

La Matematica, la Biologia e molte altre discipline, possono
essere insegnate. E con fatica - per molti - apprese.

Ma la saggezza, no. Quella non la si può - e potrà - mai insegnare.

Ecco perchè l'Uomo dovrà essere superato.

Alf




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17 novembre 2017

Tassonomia Antropica

Ossia una sorta di ordinamento - del tutto soggettivo,
e quindi arbitrario - degli esseri umani.
Ognuno procede con il suo metodo ed i suoi strumenti.

Ne esistono varie fasi; dettate dall'età del momento, dalle
esperienze accumulate, dai concetti e dai preconcetti.
Impossibile farne norma generale.

Eppure tutti noi creiamo opportune caselle ed inseriamo
in tali scaffalature, i tomi dei tipi e degli archetipi che
- di volta in volta - abbiamo la ventura (la sventura, talvolta)
di incontrare.

Come solerti collezionisti di farfalle e mirabili insetti, ne
desideriamo conservare la forma dissociata dalla sostanza.
Necrofili sistematici e superficiali.


Alf




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17 novembre 2017

Luogo di transiti e lettura

Stamane nel mio solito percorso casa-lavoro svolto con l'autobus
552 delle meritorie e giustamente famigerate linee del trasporto
pubblico romano (romanesco, forse), ho terminata la n-sima
rilettura di alcuni scritti di Hermann Hesse.
Rilettura fatta da un 50-enne, ora.
Nell'ordine mi sono immerso nel: "Il Lupo della Steppa", "Demien"
ed ho concluso con "Siddhartha".

Poca roba, davvero. Sterminata pare essere la produzione
letteraria di Hesse.

Non mi metterò a trarre delle conclusioni; posso solo ammettere
che un periodo - nel senso anche della sua analisi lessicale
e logica - mi è rimasto impresso nel cuore e nella mente.
E' nell'incipit de "Il Lupo della Steppa":


Egli conduceva una vita molto quieta ed appartata e, se la
vicinanza delle nostre camere non avesse offerto l'occasione
di qualche incontro sulle scale o nel corridoio, probabilmente
non lo avremmo neanche conosciuto, poiché socievole non era
di certo; era anzi così poco socievole come non avevo mai visto
altre persone, era realmente, come diceva talvolta, un lupo della
steppa; un essere estraneo, selvatico ed anche ombroso, anzi
molto ombroso, quasi fosse di un mondo diverso dal mio.
Quanto si fosse immerso nella solitudine per indole e per
volontà della sorte, e quanto fosse consapevole di quel suo destino
solitario, seppi soltanto dagli scritti che lasciò; ma già prima
l'avevo un pò conosciuto incontrandolo e scambiando qualche
parola, e notai che il ritratto risultante dai suoi scritti concordava
in fondo con quello certamente più scialbo e lacunoso che mi ero
fatto attraverso la nostra conoscenza personale.



Notevole; pienamente nel sentiero di quel narratore delle solitudini.


Alf




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16 novembre 2017

Ombre

La mia vita ora, non è altro che le ombre che la attraversano.
Perduti amori ed affetti; il mio cuore chiuso da quel lucchetto
la cui chiave è il dolore.

Avevo 10 anni - il 1976 -  l'inizio della mia consapevolezza; e tale
fu per me la visione di mia madre che alle 4 del mattino si alzava,
accendeva la radiolina a valvole, si preparava un caffè,
ci lavava e vestiva - tutti e tre - per poi andare al lavoro.
Ed io - il figlio maggiore - che doveva badare agli altri due.
E della gatta incinta che mi chiamava dal cancello del cortile
per chiedermi del cibo. Che sempre avevo per lei; rinunciando.
Io ho questo nel ricordo e nel cuore.

Ringrazio per ogni mia lacrima di pietà e compassione; altri sono
stati meno fortunati.


Alf




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16 novembre 2017

Come d'albero, le foglie

Osservo la lenta caduta delle brune foglie dei platani,
in queste fredde mattine di ventoso autunno.

E le loro strane traiettorie, che al suolo terminano.

Sono belle, queste foglie; anche all'epilogo della loro
vita, dopo la gioia ed il fulgore di primavera ed estate.


Alf




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